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Risarcimento danni da espozione ad amianto


Sono stato esposto al rischio da amianto nello svolgimento della mia attività lavorativa, quali sono i miei diritti?

La Suprema Corte di Cassazione ha spiegato che l’art. 2087 del Codice Civile, prescrivendo ai datori di lavoro di adottare le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro, ha stabilito un obbligo che si riferisce al modo di organizzare l’impresa apprestando attrezzature e servizi idonei allo scopo. In particolare, i Supremi Giudici hanno sottolineato che la pericolosità dell’amianto è nota da tempo alla scienza medica, tanto che: “Allo stato attuale delle conoscenze non è possibile escludere l’esistenza di un rischio di tumore polmonare anche a livelli di esposizione estremamente bassi... ”, inoltre, “... la filiera del comando, come si usa oggi delineare una complessa realtà aziendale, ovvero la responsabilità di un’organizzazione sanitaria di grande potenzialità sul piano della prevenzione e tutela della salute, si è dimostrata inadeguata e/o difettosa, pur tra cotanto senno, nel rilevare e segnalare tempestivamente al vertice gestionale il serio e non ipotetico pericolo incombente, costituito dalle fibre d’amianto diffuse nel materiale rotabile, suggerendo rimedi che la comunità scientifica internazionale aveva ormai allo studio”. (Cass. Sez lav. 644 del 2005) Condannando così il datore di lavoro al risarcimento dei danni.