• Home -
  • Faq -
  • qualora viva nei pressi di aziende che utilizzavano amianto e/o di manufatti contenenti amianto, posso agire per il risarcimento
Risarcimento danni da espozione ad amianto


Qualora viva nei pressi di aziende che utilizzavano amianto e/o di manufatti contenenti amianto, posso agire per il risarcimento del danno?

In relazione a questa situazione esiste un interessante precedente giurisprudenziale che ha decretato possibile il turbamento psicologico provato dai cittadini che vivevano nei pressi di un impianto che utilizzava amianto, in quanto consci della reale pericolosità dell’amianto e consapevoli di essere potenzialmente a rischio di malattia.
Una sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Appello di Lecce che risale al 2002, ha espresso infatti un importante principio di diritto: “In caso di compromissione dell’ambiente a seguito di disastro colposo, il danno morale soggettivo lamentato dai soggetti che si trovano in una particolare situazione, in quanto abitano e/o lavorano in detto ambiente e che provino in concreto di avere subito un turbamento psichico, come sofferenze e patemi d’animo, di natura transitoria a causa dell’esposizione a sostanze inquinanti e alle conseguenti limitazioni del normale svolgimento della loro vita, è risarcibile autonomamente anche in mancanza di una lesione all’integrità psico-fisica, come il danno biologico, o di altro evento produttivo di danno patrimoniale”.
In pratica, la Corte riconosce che conoscendo il pericolo, il turbamento prodotto dalla notizia possa essere considerato motivo sufficiente per chiedere e ottenere il risarcimento del danno subito e patito. La ragione, spiega poco dopo la sentenza, sta nel fatto che “si tratta di reato plurioffensivo che comporta oltre all’offesa all’ambiente e alla pubblica incolumità, anche l’offesa ai singoli, pregiudicati nella loro sfera individuale”.
Quindi, coloro che sanno di aver vissuto in un ambiente dove, per anni, sono state riversate nell’aria fibre di amianto, sia per inquinamento industriale che per inquinamento ambientale (ad es. il rilascio di fibre da manufatti di amianto in cattivo stato di manutenzione), ora che risulta chiaro il rischio cui sono stati sottoposti, possono unirsi in un’azione legale e procedere contro il soggetto responsabile di questo inquinamento, chiedendo il riconoscimento del danno morale personale.
Un'ipotesi che, fino a pochi anni fa, appariva impensabile perché, mentre per i lavoratori veniva riconosciuta la prova del rapporto causa-effetto fra amianto e malattie professionali come l’asbestosi, per tutti gli altri cittadini che pure si erano ammalati di mesotelioma e ne erano morti, sembrava non esistesse una norma che ne tutelasse il diritto alla salvaguardia della propria salute.
Occorre però che il cittadino possa provare con certezza il danno ambientale da inquinamento da amianto nonché il danno effettivo alla salute subito (patologie tipicamente connesse all'inalazione di fibre di amianto e/o il danno morale da esposizione al rischio). Quindi, in sintesi, questa procedura non è sempre applicabile, ma solo in situazioni ben definite in cui l’amianto ha effettivamente determinato un danno ambientale concreto.