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Risarcimento danni uranio impoverito


È possibile un risarcimento danni per essere stati esposti all’uranio impoverito senza essersi ammalati ancora di una patologia relativa?

È necessario procedere a una valutazione individuale di ogni singolo caso.
In primo luogo occorre definire se una data persona sia da considerarsi un “soggetto a rischio” o meno. A tale fine è necessario stabilire se sia sufficiente basarsi su una probabilità di rischio, ad esempio del 10%, oppure se debba esserci un grado maggiore di probabilità e, conseguentemente, si pone il problema di chi sia autorizzato a stabilire questo grado di probabilità, cioè: la “condizione necessaria”.

Potrebbe considerarsi “soggetto a rischio” chi si è trovato vicino a un obiettivo colpito da un proiettile all’uranio (o da nanoparticelle di proiettili convenzionali), ma contemporaneamente non è facile definire il parametro della vicinanza rispetto a un obiettivo colpito. Vicinanza che può significare, da parte del soggetto, il trovarsi a 5 metri dall’obiettivo, o a 50 o a 500 metri, o a 5 chilometri?
In sostanza, è necessario conoscere le “storie operative” di ciascuna persona.
Gli effetti che possono manifestarsi variano in base a numerose condizioni. In ordine all’esplosione di munizioni le situazioni possono differenziarsi allorché l’obiettivo, carroarmato, bunker, edificio, sia stato colpito da proiettili anticarro, i quali contengono qualche decina di grammi di uranio impoverito, oppure da un missile da crociera che, negli alettoni, contiene ne contiene delle barre da 300 kg.
Inoltre, in relazione alla pericolosità delle nanoparticelle, occorre stabilire che il soggetto che abbia ingerito, o aspirato, particelle a distanza (da definire) da un obiettivo colpito è sottoposto a maggiori rischi di malattia rispetto al soggetto che abbia toccato, a mani nude, proiettili e residui di proiettili (nelle disposizioni di sicurezza emanate fin dal 1984 si precisa che i rischi da considerare riguardano anche il maneggio di materiale bellico, a freddo).
In sintesi, pronunciarsi su un legame probabilistico senza aver dato una risposta a taluni quesiti similari a quelli sopra accennati, risulta del tutto vano, quanto meno al fine di stabilire a chi concedere specifici risarcimenti.