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25/09/2013: CREDITI VERSO COMUNI IN DISSESTO

COMUNI DISSESTATI: LO STATO DEVE PAGARE I DEBITI


27/04/2012: CREDITI VERSO COMUNI IN DISSESTO

Impignorabilità delle somme vincolate dai Comuni ex art. 159 T.U.E.L., regime probatorio

La Corte di Cassazione, Sezione III Civile, con sentenza n. 4820 del 26.03.2012 è intervenuta nuovamente in tema di impignorabilità delle giacenze degli Enti Locali, in quanto destinate al finanziamento delle spese obbligatorie ai sensi dell’art. 159 T.U.E.L. in ragione della loro destinazione a particolari attività ritenute degne di considerazione prevalente rispetto a quella del solo diritto di credito, benché accertato giudizialmente. In particolare la Corte di Cassazione, recependo il precedente orientamento giurisprudenziale di cui alla sentenza n. 23727/2008, ha ulteriormente specificato il regime probatorio adottabile al fine di superare il limite dell’impignorabilità, stabilendo che “la circostanza che la creditrice abbia in concreto offerto di provare, con prove documentali ed orali, analoghe circostanze, di certo non elide il corrispondente onere del Comune: il quale non può essere assolto mediante una mera certificazione di uno dei suoi uffici od organi, operando anche quanto alla pubblica amministrazione il principio generale del processo civile, per il quale di regola nessuno può formare prove a proprio favore”e altresì che, “dinanzi ai sospetti di inoperatività dell'impignorabilità, ben poteva darsi il caso di una consulenza tecnica di ufficio percipiente, essendo evidente l'inaccessibilità, da parte del singolo creditore, alla complessa contabilità di un ente complesso come il Comune (e, per le sue titaniche dimensioni, come quello di Napoli) e quindi la sua impossibilità di provare altrimenti le circostanze dedotte, a prescindere da chi poi ne avesse in concreto l'onere”. L’orientamento giurisprudenziale della Corte di Cassazione emerso nelle pronunce anzidette, conferma il fondamento delle argomentazioni da tempo sostenute in materia di espropriazione dei crediti nei confronti del Comune dalla GCP coordinata dall’Avv. Pietro L. Frisani. Si riporta di seguito il testo della Sentenza per esteso.


15/04/2010: CREDITI VERSO COMUNI IN DISSESTO

ANCHE IL COMUNE CHE SI TROVA IN STATO DI DISSESTO E’ OBBLIGATO A PAGARE I DEBITI DALLO STESSO CONTRATTI PRIMA DELLA CRISI FINANZIARIA

Lo hanno stabilito i giudici della Suprema Corte di Cassazione (Sent. 2095/2008) i quali hanno precisato che "ai sensi dell’art. 81, comma secondo, del D.Lgs. 25 febbraio 1995, n. 77 – come sostituito dall'art. 21 del D.Lgs. 11 giugno 1996, n. 336 – dalla data della dichiarazione di dissesto del Comune e sino all'approvazione del rendiconto di cui all'art. 89 non possono essere intraprese o proseguite azioni esecutive nei confronti dell'ente per i debiti che rientrano nella competenza dell'organo straordinario di liquidazione, mentre nessuna conseguenza si ha per quanto riguarda le azioni di cognizione, le quali possono continuare ad essere promosse da o contro l'ente dissestato, non essendo prevista alcuna perdita della capacità processuale del Comune né alcuna sostituzione dell'organo della proceduta agli organi istituzionali dell'ente".